Descrizione
ATTO D’INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA (2022/2025) EX ART.1, COMMA 14, LEGGE N.107/2015
LA DIRIGENTE SCOLASTICA
VISTO l’art. 4 c.3 del D.P.R. n. 297/1994 (T.U.);
VISTO l’art.3, comma 4 del D.P.R. n. 275/1999, come modificato dall’art. 1, comma 14, della Legge n.
107/2015;
VISTO il D.lgs. n. 165/2001; VISTI i decreti legislativi nn. 60, 62, 63, 65 e 66 del 13 aprile 2017, attuativi della
legge n. 107/2015; VISTI i DD.MM. n. 741 e n. 742 del 3 ottobre 2017, sulle finalità della certificazione delle
competenze e sugli Esami di Stato a conclusione del primo ciclo di istruzione;
VISTE le Indicazioni Nazionali per il Curricolo 2012 e la nota M.I.U.R. n. 3645 del 01/03/2018, avente ad
oggetto: “Indicazioni nazionali e nuovi scenari”;
VISTO il documento Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari, del Comitato Scientifico Nazionale per le
Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, del 2018;
VISTA la nota M.I.U.R. n. 1143 del 17 maggio 2018 avente per oggetto “L’autonomia scolastica quale
fondamento per il successo formativo di ognuno”;
VISTO il Documento M.I.U.R. del 14 agosto 2018: “L’autonomia scolastica per il successo formativo”;
VISTA la Raccomandazione del Consiglio d’Europa sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente
del 22 maggio 2018; VISTA la Legge n. 92/2019 “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione
civica”
VISTO il Decreto Prot. n. 35 del 22/06/2020 “Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica ai sensi
dell’articolo 3 legge 20 agosto 2019”;
VISTO l’Allegato A alle “Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica ai sensi dell’articolo 3 legge 20
agosto 2019”;
VISTI il D.M. n. 183/2024 e le Nuove Linee Guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica del 2024;
VISTO il D.M. 7 agosto 2020, n. 89 “Adozione delle Linee guida sulla Didattica Digitale Integrata”;
VISTA l’Ordinanza del Ministero dell’Istruzione Prot. n. 172 del 04/12/2020, recante “Valutazione periodica
e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni delle classi di scuola primaria”;
VISTA la nota del Ministero dell’Istruzione, recante “Valutazione scuola primaria – Trasmissione Ordinanza e
Linee guida indicazioni operative.”;
VISTO il Decreto del Ministro dell’Istruzione n. 90 del 11/04/2022 che, in attuazione dell’art. 1, comma 329 e
ss., della legge 30 dicembre 2021, n. 234, “a partire dall’anno scolastico 2022/2023, per le classi quinte,
introduce l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria…”;
VISTA la nota del Ministero dell’Istruzione n. 2116 del 09/09/2022, recante: “Insegnamento di educazione
motoria nelle classi quinte della scuola primaria da parte di docenti specialisti. Chiarimenti per l’anno
scolastico 2022/2023”;
VISTA l’Agenda 2030 e il Piano per l’Educazione alla Sostenibilità;
VISTA la nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 43464 del 28/03/2024; VISTA la Legge n. 106/2024,
nella parte di competenza del M.I.M., con tutti i diversi interventi per il sistema educativo di istruzione e di
formazione;
ONSIDERATO che il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è da intendersi non solo quale documento con cui
l’istituzione dichiara all’esterno la propria identità, ma come programma in sé completo e coerente di
strutturazione precipua del curricolo, di attività, di logistica organizzativa, di impostazione metodologico
didattica, di utilizzo, promozione e valorizzazione delle risorse umane;
CONSIDERATO che il coinvolgimento e la fattiva collaborazione delle risorse umane, di cui dispone l’Istituto,
l’identificazione e l’attaccamento all’istituzione, la motivazione, il clima relazionale e il benessere
organizzativo, la consapevolezza delle scelte operate e delle motivazioni di fondo, la partecipazione attiva e
costante, la trasparenza, l’assunzione di un modello operativo che tende al miglioramento continuo di tutti i
processi di cui si compone l’attività della scuola non possono essere solo l’effetto delle azioni poste in essere
dalla dirigenza, ma chiamano in causa tutti e ciascuno, quali espressione della vera professionalità che va
oltre l’esecuzione di compiti ordinari e sa fare la differenza;
VISTO il R.A.V. 2022/2025;
VISTI i risultati delle rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2024/2025, restituiti in termini di misurazione
dei livelli della scuola e delle classi in rapporto alla media nazionale e regionale;
TENUTO CONTO del Piano di Miglioramento (P.d.M.);
VISTO il P.T.O.F., elaborato dal Collegio dei Docenti per il triennio 2022/23, 2023/24 e 2024/25 e già
approvato dal C.d.I.
CONSIDERATO che:
le Istituzioni Scolastiche predispongono entro il mese di ottobre l’aggiornamento del P.T.O.F.;
è compito del Collegio dei Docenti elaborare il Piano Triennale dell’Offerta Formativa sulla base degli indirizzi
definiti dal Dirigente Scolastico;
il P.T.O.F. deve contenere le opzioni metodologiche, le linee di sviluppo didattico educativo, il Piano di
formazione del personale docente e A.T.A. e il fabbisogno di organico funzionale dell’autonomia;
il P.T.O.F. deve realizzare il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le componenti interne e di contesto;
il P.T.O.F. dovrà delinearsi come un quadro unitario, coerente e organico, che tenga conto della ciclicità
triennale del Piano, dei risultati del R.A.V., degli obiettivi prioritari delineati nel Piano di Miglioramento, della
Vision e della Mission dell’Istituto;
TENUTO CONTO del patrimonio di esperienza e professionalità che negli anni hanno contribuito a costruire
l’identità dell’Istituto;
TENUTO CONTO di quanto già realizzato dall’Istituzione Scolastica in merito alle priorità individuate nei
documenti di autovalutazione;
ATTESO CHE
occorre aggiornare il Piano Triennale dell’Offerta Formativa 2022/2025 in funzione delle Priorità, dei
Traguardi e degli Obiettivi di processo e di risultato individuati nel R.A.V. e in relazione alle nuove opportunità
offerte all’istituto dal P.N.R.R.;
il documento del P.T.O.F. 2022/2025, attualmente in vigore, costituisce il punto di partenza per il lavoro di
aggiornamento, rimodulazione e revisione con l’obiettivo di valorizzare il lavoro svolto e di innescare una
riflessione sul ciclo di pianificazione e miglioramento, apportando le integrazioni e gli adeguamenti necessari;
IL Dirigente Scolastico, cui attiene la responsabilità dei risultati, tenuto conto delle priorità emerse dal
R.A.V. relativamente agli esiti nelle prove standardizzate nazionali, indica con il presente Atto d’Indirizzo, gli
obiettivi strategici da perseguire per il triennio 2025/2028 e che saranno assunti quali indicatori e parametri
per ogni attività della scuola:
migliorare gli esiti degli alunni, soprattutto in italiano, matematica e inglese;
ridurre la variabilità tra i plessi, le classi e all’interno delle classi.
DEFINISCE
i seguenti indirizzi generali per le attività della scuola, sulla base dei quali il Collegio dei Docenti aggiornerà
il P.T.O.F. 2022/2025, per l’A.S. 2024/2025, ed elaborerà il Piano dell’Offerta Formativa relativo al triennio
2025/2028.
Le presenti linee guida sono tese a sostenere l’impegno prioritario per favorire il successo formativo di
ciascun alunno, al fine di realizzare dell’art. 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e
sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale
del paese”.
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa dovrà configurare un modello di scuola unitario nell’ispirazione
pedagogica, nelle scelte curricolari e progettuali, nel sistema di verifica e di valutazione, al fine di prestare la
cura necessaria alla relazione educativa con gli alunni, gestire le emozioni connesse all’apprendimento,
sviluppare la necessaria resilienza per proteggere la comunità scolastica; una scuola in cui tutte le
componenti sono necessarie alla realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa.
Il Collegio dei Docenti dovrà agire, superando la visione individualistica dell’insegnamento, al fine di favorire
la cooperazione, le sinergie che emergono dal confronto e dall’integrazione dei punti di vista, nell’ottica della
trasparenza e della necessaria rendicontazione della progettazione.
La cultura che deve contraddistinguere la nostra scuola è la “learning organization”, una comunità di pratiche
che condivide le conoscenze e le competenze disponibili al suo interno, nelle fasi dell’implementazione e
dello sviluppo della progettazione. Si rende necessaria l’apertura a processi di sperimentazione, ricerca e
sviluppo delle pratiche didattiche, di innovazione metodologica, che partono dall’attività in team dei docenti,
di confronto, di produzione di materiali, di proposte di formazione/aggiornamento, di individuazione di
strumenti e modalità per la rilevazione degli standard di apprendimento.
Nell’esercizio della sua discrezionalità tecnica, dunque, il Collegio dei Docenti è chiamato ad aggiornare il
Piano dell’Offerta Formativa.
Ai fini dell’elaborazione del documento, il Dirigente Scolastico ritiene indispensabile che si seguano le
presenti indicazioni
• l’elaborazione del P.T.O.F. deve tener conto delle priorità nazionali e regionali, definite in un contesto
europeo e internazionale;
• l’elaborazione del P.T.O.F. deve tener conto delle priorità, dei traguardi e degli obiettivi di processo
individuati nel R.A.V. e nel P.d.M;
• l’Offerta Formativa deve essere aggiornata tenendo conto delle novità introdotte dal P.N.R.R., finalizzate
all’innovazione degli ambienti di apprendimenti e delle attività educativo-didattiche e laboratoriali;
• l’Offerta Formativa deve essere aggiornata tenendo conto delle novità introdotte dalla Legge n. 106/2024;
• la programmazione e la progettazione dell’Istituto devono prendere in considerazione le reali necessità
formative degli alunni, favorendo l’inclusione scolastica, il successo formativo e il diritto allo studio,
costituzionalmente garantito, di tutte le alunne e gli alunni; particolare attenzione deve essere posta a tutte
quelle situazioni di fragilità e difficoltà, talora accentuate dalla pregressa emergenza epidemiologica, e al
contrasto della dispersione scolastica nelle sue varie forme. Si dovrà tenere conto delle sottoelencate
macroaree:
• INCLUSIONE, ORIENTAMENTO, INTERCULTURA E CONTRASTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA;
• EDUCAZIONE CIVICA, LEGALITÀ, CONTRASTO AL BULLISMO E AL CYBERBULLISMO;
•INNOVAZIONE TECNOLOGICA, DIDATTICA DIGITALE E S.T.E.M.;
• LINGUE STRANIERE E APERTURA ALL’EUROPA;
• PROMOZIONE DELLA CREATIVITÀ E DELL’ESPRESSIONE ARTISTICA E CULTURALE, ANCHE IN RELAZIONE
ALLE PECULIARITÀ DEL TERRITORIO;
• SPORT, SALUTE E SICUREZZA.
Il P.T.O.F. dovrà permettere alla scuola di raggiungere le finalità di seguito descritte:
1. mirare alla costruzione di un percorso scolastico in cui ogni alunno/a, con il proprio patrimonio unico di
caratteristiche e potenzialità, possa sentirsi accolto e felice di essere a scuola e di imparare, curioso di
conoscere e capace di appassionarsi al Mondo;
2. pianificare un’Offerta Formativa triennale coerente con gli obiettivi di apprendimento e i traguardi per lo
sviluppo delle competenze, attesi e fissati dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo e con le esigenze del
contesto territoriale e con le istanze particolari dell’utenza della scuola;
3. finalizzare le scelte educative, curricolari, extracurricolari e organizzative al contrasto della dispersione
scolastica e ad ogni forma di discriminazione, al potenziamento dell’inclusione scolastica e alla realizzazione
del diritto al successo formativo di tutti gli alunni, alla valorizzazione del merito e delle eccellenze;
4. orientare i percorsi formativi al potenziamento delle competenze chiave linguistiche, logico-matematiche,
scientifiche e digitali, allo sviluppo di competenze sociali e civiche e di cittadinanza per favorire
comportamenti responsabili e pensiero critico; al potenziamento delle competenze nei linguaggi non verbali
(musica, arte e immagine, educazione fisica, tecnologia), e a quelle relative alla religione cattolica/attività
alternativa;
5. prestare la massima attenzione alla cura educativa e alla didattica inclusiva per gli alunni che manifestano
difficoltà negli apprendimenti e/o comportamenti, difficoltà legate a deficit, disturbi, situazioni di svantaggio
,prestare attenzione ai vissuti e alla provenienza geografica e culturale dei singoli alunni in difficoltà,
attivando didattiche individualizzate e personalizzate, nel rispetto della normativa vigente e nel dialogo
collaborativo con le famiglie, in un’ottica interculturale
6. promuovere l’orientamento formativo e scolastico, a partire da programmazioni di classe/sezione che
prevedano esperienze e contenuti volti all’autonomia di scelta e alla capacità di orientamento degli alunni,
affiancandovi azioni progettuali strutturate per la continuità educativa per tutti gli alunni, in particolare per
gli studenti delle classi “ponte”;
7. implementare e aggiornare il curricolo verticale di Istituto e costruire pratiche valutative che abbiano
legami tra i tre gradienti di scuola presenti nell’Istituto;
8. aggiornare il curricolo verticale di Educazione Civica, in relazione alle Nuove Linee Guida;
9. promuovere la cultura della valutazione, formativa e non sommativa, intesa come un momento formativo
di riflessione, di autoanalisi sia per la scuola sia per i docenti, che in essa operano sia, soprattutto, per gli
studenti, favorendo – altresì – in essi lo sviluppo di capacità critiche e metacognitive;
10. ampliare l’Offerta Formativa curricolare con una progettualità di qualità, con ampia ricaduta su tutto
l’Istituto, coerente, ragionata e non dispersiva, che sia ancorata al curricolo scolastico, alle aree progettuali
individuate dal Collegio dei Docenti, al Piano di Miglioramento e utilizzi il più possibile, laddove presente, e
compatibilmente alle risorse finanziarie a disposizione della scuola, – il personale interno qualificato,
contenendo l’eventuale supporto economico delle famiglie.
In particolare:
✓ prevedere progetti che implementino lo studio delle discipline S.T.E.M.;
✓ prevedere percorsi progettuali che implementino lo studio delle LINGUE STRANIERE;
✓ prevedere progetti che implementino la cultura della salute, della sostenibilità e della sicurezza, le attività
fisiche e sportive, l’espressione artistico-espressiva culturale;
11. promuovere l’innovazione delle metodologie didattiche, attraverso: – lo sviluppo di azioni, didattiche e di
aggiornamento, che consentano lo sviluppo e il radicamento della cultura e della prassi del curricolo verticale;
– la diffusione di progettazione/programmazione e valutazione per competenze, così come prevista dalle
Indicazioni Nazionali per il curricolo infanzia e primo ciclo, che utilizzino e valorizzino esperienze educativo-
didattiche centrate su apprendimento cooperativo e metacognitivo, problem solving, laboratorio,
valutazione orientativa e formativa, …; – la creazione di spazi di confronto nell’ambito degli organi collegiali
nei quali sia possibile il dialogo professionale tra docenti della stessa disciplina o stesso ambito, della stessa
classe, dello stesso ordine, di ordini di scuola diversi; – l’impegno in attività di ricerca-azione e/o di formazione
e di condivisione/scambio/ documentazione di buone pratiche all’interno dell’Istituto; – il miglioramento
dell’ambiente di apprendimento inteso come insieme di luoghi, modalità, tempi e relazioni in cui gli alunni
imparano; – l’attribuzione di maggiore impulso alla promozione e attuazione del P.N.R.R. in modo che l’uso e
la diffusione delle tecnologie digitali possano favorire una didattica collaborativa, attiva e più motivante.
12. Prevedere costanti azioni di formazione/aggiornamento, rivolte al personale docente e A.T.A., sia interne
all’istituto (autoformazione) sia di rete sia su indicazione regionale e ministeriale, che consentano nel triennio
la realizzazione dei piani di digitalizzazione della scuola, che promuovano il miglioramento, lo sviluppo e
l’innovazione delle metodologie didattiche, che favoriscano l’acquisizione di nuove strategie volte
all’inclusione e al contrasto alla dispersione scolastica;
13. prevedere percorsi e azioni per valorizzare la scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in
grado di sviluppare l’interazione con le famiglie e con la comunità locale;
14. aprire l’intera scuola alle dinamiche educative e didattiche nazionali ed europee (Erasmus plus, Etwinning,
sperimentazioni nazionali, rete di scuole, Avanguardie Educative di INDIRE);
15. Favorire occasioni di outdoor education, intesa come vita scolastica all’aperto, con percorsi educativi di
apprendimento strutturati.
Per realizzare queste finalità, oltre alle azioni tese al perseguimento degli obiettivi di apprendimento propri
del I ciclo di istruzione, l’attività didattica di tutte le classi della scuola primaria e secondaria di primo grado
dovrà prevedere:
– il potenziamento della conoscenza delle lingue straniere e della conoscenza delle culture dei paesi europei
anche attraverso la promozione di scambi culturali, progetti di partenariato, conseguimento di certificazioni
linguistiche
– percorsi di orientamento intesi come attività volte allo sviluppo dell’identità personale e della capacità di
operare scelte via via più consapevoli e coerenti;
– il potenziamento di attività artistico-espressive (teatro, cinema, musica, …);
– il potenziamento dei linguaggi non verbali e multimediali, anche attraverso l’uso delle tecnologie digitali
– il potenziamento dello studio delle discipline S.T.E.M.;
– l’aggiornamento del curricolo verticale di istituto di Educazione Civica;
– il superamento della didattica tradizionale e la ricerca di metodi innovativi centrati sul soggetto in
apprendimento.
Dovranno inoltre essere previste:
➢ attività di valorizzazione delle eccellenze;
➢ attività di supporto alle problematiche del disagio scolastico;
➢ attenzione continua alla relazione educativa e alla comunicazione didattica efficace;
➢ attività che implementino la cultura della salute, della sostenibilità e della sicurezza.
La programmazione didattica di tutto l’Istituto dovrà, inoltre, prevedere:
– percorsi di recupero integrati all’attività curricolare e alla progettazione educativo didattica;
– attività di sostegno e percorsi individualizzati per gli alunni con disabilità eventualmente presenti;
– piani personalizzati per studenti con D.S.A. e con B.E.S.;
– criteri di valutazione orientati alla valutazione formativa;
– programmazione di attività extrascolastiche coerenti con la programmazione didattica della classe/sezione,
che tengano conto delle necessità scaturite dall’analisi dei bisogni formativi e delle richieste esplicitate dagli
studenti e dalle famiglie.
Sul versante metodologico-organizzativo, la didattica dovrà sviluppare processi di
insegnamento/apprendimento efficaci, nell’ottica della personalizzazione, fondati non solo sulla lezione
frontale, ma anche sull’apprendimento cooperativo, sulla didattica per problemi, sul lavoro di ricerca nel
piccolo gruppo, sulla didattica laboratoriale. Sarà fondamentale la condivisione e messa a sistema di buone
pratiche, predisposte da gruppi di lavoro, per la produzione di materiali/strumenti utili per la comunità
professionale (repository di Istituto). Sarà, quindi, necessario predisporre un ambiente di apprendimento
strutturato, attraverso l’organizzazione flessibile della didattica, la piena funzionalità dei laboratori presenti
e degli spazi interni ed esterni.
Sarà importante:
– revisionare il curricolo d’Istituto, in un’ottica verticale, che tenga in considerazione le indicazioni nazionali ,
le innovazioni metodologiche-didattiche, le novità introdotte dalle Nuove Linee Guida di Educazione Civica e
che promuova apprendimenti significativi e la costruzione di competenze;
– aggiornare le prove di valutazione di Istituto, calibrandole anche per gli alunni con disabilità;
– curare l’attuazione del curricolo verticale e dei relativi strumenti di valutazione, prove e griglie di
osservazione/valutazione, sia disciplinari sia di competenza finale, strutturati attraverso gli incontri per
sez./classi parallele;
– perfezionare la valutazione e il monitoraggio degli esiti educativi e/o di apprendimento dei progetti
realizzati.
Relativamente all’area progettuale si dovranno ridurre i progetti presenti nel P.T.O.F., per concentrarsi su
quelli pluriennali strategici e funzionali alle priorità del R.A.V., che caratterizzino l’Istituzione Scolastica nel
territorio e che siano basati sul metodo della ricerca-azione. Si dovranno inserire progetti che attribuiscano
particolare attenzione alle aree artistica, musicale e motoria sia per il considerevole apporto positivo che
esse esercitano sulla motivazione degli alunni sia per favorire il loro sviluppo affettivo-relazionale.
In un’ottica di continuità con la scuola primaria e secondaria di primo grado, la scuola dell’infanzia dovrà
realizzare attività che promuovano nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e
che li avviino alla cittadinanza consapevole, senza precorrere le esperienze e gli apprendimenti dei successivi
percorsi scolastici.
La scuola dell’infanzia dovrà caratterizzarsi come ambiente protettivo, capace di accogliere le diversità e
promuovere le potenzialità di tutti i bambini; dovrà promuovere lo star bene a scuola e un sereno
apprendimento.
Lo stile educativo dei docenti dovrà essere ispirato a criteri di accoglienza, ascolto, accompagnamento,
interazione partecipata, con una continua capacità di osservazione del bambino.
Attenzione dovrà essere prestata non solo all’organizzazione delle attività didattiche che si realizzano nella
sezione e nelle intersezioni, negli spazi esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma anche
all’intera giornata scolastica e alle routine che costituiscono la base per nuove esperienze. Dovrà essere
curata l’organizzazione degli spazi e dei tempi, che diventano elementi di qualità pedagogica.
In particolare:
– lo spazio dovrà essere accogliente, ben curato, espressione delle scelte educative di ciascuna scuola;
– il tempo dovrà essere il più possibile disteso, per consentire al bambino di vivere con serenità la propria
giornata;
– l’attività di osservazione e valutazione dovrà avere carattere formativo, tesa a riconoscere, descrivere e
documentare i processi di crescita, evitando di classificare e giudicare le prestazioni dei bambini, bensì
orientata a esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità.
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa:
– indicherà il piano di formazione del personale docente e A.T.A. che potrà essere realizzato alla luce delle
risorse umane e finanziarie disponibili e in coerenza con quanto previsto dal R.A.V. e dal P.d.M., anche online
e/o a distanza, potenziando il sistema di formazione a cascata;
– espliciterà il fabbisogno di risorse professionali (docenti e A.T.A.), strumentali, materiali ed infrastrutturali,
prevedendo quindi una stretta sinergia con i servizi generali e amministrativi, per i quali il Dirigente
Scolastico, ai sensi dell’art. 25 comma 5 del d.lgs. n. 165/2001, fornisce al D.S.G.A. le direttive di massima,
che costituiscono linee di guida, di condotta e di orientamento preventivo sullo svolgimento delle specifiche
attività previste dai servizi.
Le Funzioni Strumentali individuate dal Collegio dei Docenti, i Collaboratori del Dirigente Scolastico, i
Referenti di Sede, i Coordinatori di Classe, i vari Referenti e i Responsabili dei progetti di ampliamento
dell’Offerta Formativa costituiranno i nodi di raccordo tra l’ambito gestionale e l’ambito didattico, al fine di
garantire la piena attuazione del Piano.
Quanto sopra illustrato potrà essere effettivo ed efficace a condizione che, a partire dal corpo docente
dell’Istituto, che della scuola stessa è il principale serbatoio di risorse intellettuali e culturali, si condividano
stili di relazione e di lavoro improntati a:
– collegialità e comprensione reciproca;
– fattiva e propositiva collaborazione; – coinvolgimento positivo degli altri nel proprio lavoro;
– spirito di rafforzamento delle altrui capacità;
– disposizione alla ricerca-azione;
– apertura all’innovazione e al cambiamento.
Nell’Istituto Comprensivo di Avigliana si ravvisa, infine, la necessità, soprattutto con l’impiego delle nuove
tecnologie, di perfezionare ulteriormente il sistema di comunicazione, che permetta di incrementare la
qualità del servizio offerto, l’efficienza organizzativa e il coinvolgimento di tutte le componenti nel processo
di miglioramento. Nella comunità educante, la comunicazione può essere definita come un processo
necessario a produrre partecipazione alle scelte e, nel contempo, a condividere informazioni, attraverso
l’utilizzazione di un insieme di regole comunemente accettate; bisogna, dunque, essere anche,
consapevolmente, comunità comunicante.
La politica organizzativa continuerà a essere quella di coinvolgere il più possibile la comunità, con una diffusa
attribuzione di incarichi e compiti che consentirà la costruzione formale e sostanziale di un middle
management capace di promuovere la condivisione delle scelte, il coinvolgimento attivo di tutta la comunità
educante, la circolazione dell’informazione e dei risultati raggiunti.
La condivisione della leadership, in un’ottica di leadership diffusa, risulta essere un fattore determinante per
promuovere il cambiamento dell’insegnamento e un impegno da parte dei docenti per il miglioramento delle
pratiche professionali.
Il coinvolgimento e la fattiva collaborazione delle risorse umane di cui dispone l’Istituto, la motivazione, il
clima relazionale e il benessere organizzativo, la partecipazione attiva e costante, la trasparenza, l’assunzione
di un modello operativo volto al miglioramento continuo di tutti i processi di cui si compone l’attività della
scuola chiamano in causa tutti e ciascuno, quali espressione della vera professionalità che va oltre
l’esecuzione di compiti ordinari, ancorché fondamentali, e sa fare la differenza.
Il presente Atto, rivolto al Collegio dei Docenti, è acquisito agli Atti della scuola, reso noto agli altri Organi
Collegiali competenti e pubblicato sul sito web della scuola.
LA DIRIGENTE SCOLASTICA
Dott.ssa Romana Guma